I quantificatori permettono ad un'espressione regolare di corrispondere ad un numero specificato di caratteri o di caratteri di una classe, o di sotto-modelli.
I quantificatori sono racchiusi da parentesi graffe ({ e }), ed hanno la forma generale {[ripetizioni-minime][,[ripetizioni-massime]]}
L'uso è spiegato meglio con degli esempi:
{1}Esattamente una ripetizione
{0,1}Zero o una ripetizione
{,1}La stessa cosa, ma con meno lavoro...
{5,10}Almeno cinque ripetizioni, ma meno di dieci.
{5,}Almeno cinque ripetizioni, nessun massimo.
Inoltre esistono alcune abbreviazioni:
*(asterisco)simile a
{0,}, trova un numero qualsiasi di ripetizioni.+(segno più)simile a
{1,}, almeno una presenza.?(punto interrogativo)simile a
{0,1}, presente al massimo una volta.
Quando si usano quantificatori senza massimo, le espressioni regolari cercano normalmente di adattarsi all'estensione più lunga di caratteri della stringa esaminata; questo comportamento è normalmente noto come ingordigia.
IL software per le espressioni regolari moderno fornisce dei metodi per «eliminare l'ingordigia», anche se in un ambiente grafico è l'interfaccia a fornire il metodo di accesso a questa funzione. Per esempio, una finestra di ricerca che permette l'uso di espressioni regolari potrebbe avere una casella marcata «Corrispondenza minimale» per indicare se l'ingordigia è il comportamento predefinito.
Ecco alcuni esempi che usano quantificatori:
^\d{4,5}\sCorrisponde ai numeri in «1234 vai» e «12345 ora», ma non a «567 undici», né a «223459 qualcosa».
\s+Corrisponde ad uno o più caratteri di spaziatura.
(bla){1,}Corrisponde a tutta la stringa «blablabla» e a «bla» in «blasone» o in «cablato».
/?>Corrisponde a «/>» in «<closeditem/>» ed anche a «>» in «<openitem>».